Agamennone1 - La Banda di Agamennone




Maschera funeraria del Re AgamennoneViveva in una cittadina della Lombardia e precisamente a Monza, un ragazzino di nome AGAMENNONE.

Un nome così imponente per un ragazzino!!!

Nome di un re dell'antica Grecia. Ma il nostro Agamennone non andava fiero del suo nome, anzi, gli dava piuttosto fastidio. Gli pareva che tutti dovessero canzonarlo, così si faceva chiamare Agam dagli amici.

A scuola però non andava nello stesso modo: ecco l'appello con quel fatidico nome.

- Agamennone, vieni a ripetermi la lezione - chiamava il professore - Parlami oggi della tua città.

Il ragazzino, felice, non aspettava altro. Infatti era molto bravo: intelligente, studioso, innamorato della sua città e del suo quartiere.

Bisogna sapere che inoltre amava molto la natura: gli animali, gli alberi, i fiori e tutto ciò che apparteneva al Creato. Si dava un gran da fare per proteggerlo da ogni deturpazione tanto che si era guadagnato l'appellativo di ECOLOGISTA.

Probabilmente pochi tra i suoi compagni di seconda media conoscevano il significato del termine, ma lui con pazienza cercava di spiegarlo.

- L'ecologia - spiegava il sapientone - è lo studio del rapporto fra le specie degli esseri viventi, animali e vegetali e l'ambiente. Le varie caratteristiche di ogni specie, dei rapporti con gli altri organismi. Tutto tende a rimanere costante. L'ecologia studia anche l'analisi delle possibilità di sostentamento, le migrazioni, quindi gli ambienti marini, salmastri, d'acqua dolce, terrestri. Le specie in via di estinzione, i possibili squilibri provocati dall'introduzione di nuove specie, dall'uomo che, a volte, con il suo intervento, causa gravi danni.

Non si sa quanto avessero capito i suoi compagni, ma lui ci credeva in quello che diceva e aveva deciso di agire per migliorare il suo territorio.

Ecco perché fu felice di poter parlare della sua città.


Abitava nel quartiere bagnato dal fiume Lambro. Con gli amici si recava sovente in riva del fiume e lo osservava dal ponte.

- Vedete come scorre tranquillo. Speriamo che gli argini siano sufficienti per impedire uno straripamento quando viene un'alluvione.

Qualcuno proponeva di gettare qualche pietra dal ponte per osservare i cerchi nell'acqua, ma Agamennone si ribellava e non permetteva che disturbassero con uno stupido gioco il trascorrere lento del fiume.

Se non si recavano al fiume, andavano a giocare nel parco poco lontano.

Il parco di Monza è uno dei più grandi d'Europa, attraversato dal fiume Lambro e percorso da numerosi viali. Si può immaginare facilmente quanto spazio avessero i ragazzi per divertirsi: per correre, organizzare battute di ricerca, spunti di osservazione degli alberi e degli animali.


Agamennone pensò di costituire una banda con alcuni suoi amici. Non era interessato a promuovere battaglie o gruppi in lotta fra loro. Il suo interesse era, come abbiamo visto, la natura, l'ambiente.

Si interessava a tutti i lavori che vedeva eseguire dai contadini, faceva loro un sacco di domande per soddisfare la sua curiosità. Nel parco c'è una scuola di Agraria per la realizzazione di corsi di formazione ed aggiornamento di diverso livello: corsi professionali e hobbistici di giardinaggio, progettazione del verde, potatura, arboricoltura, orticoltura, frutticoltura, apicoltura, erboristeria, composizione floreale. Agamennone sognava di frequentare questa scuola terminate le classi dell'obbligo.

La banda di Agamennone
Ma torniamo alla costituzione della banda.

Agamennone, da bravo condottiero degno del suo nome, chiamò i compagni, che più condividevano le sue idee e fece la proposta.

- Nel parco ci sarebbe molto lavoro per noi. Purtroppo i visitatori non hanno buon senso e lasciano di tutto, senza preoccuparsi del disordine, della sporcizia, dei danni. Se siete d'accordo possiamo trovarci un'oretta al giorno e iniziare un lavoro di ripulitura, mentre segnaliamo ciò che è stato danneggiato ai guardiani. Ci state?

Che sporcizia!I ragazzi si entusiasmarono all'idea e decisero si iniziare al più presto. Credevano di sbrigarsela in poco tempo, ma non fu così.

Si armarono di scope, di secchielli, di annaffiatoi e si misero al lavoro. Erano molto felici di rendersi utili e, per loro, quello era un nuovo gioco.

Giacomino, che fino a pochi mesi prima abitava a Torino disse:

- Anche nella mia città ci sono molti giardini, parchi, ma la gente non li tiene bene. a parte gli escrementi dei cani i cui padroni maleducati non tolgono, ci sono sporcizia gettata ovunque, mentre non mancano i cestini per i rifiuti, anzi, qualcuno più maleducato degli altri, li svuota addirittura per terra, così, per divertirsi; distruggono panchine o le spostano rovinando la disposizione ordinata precedente. Ovunque, purtroppo, oggi manca il rispetto della natura, del lavoro degli altri.

Agamennone soffriva addirittura nel sentire queste cose e, nel suo piccolo, cercava di fare qualcosa di positivo.


Nelle scuole di Monza viene svolto un programma di educazione ambientale di notevole interesse didattico; riguardano: l'acqua e l'energia.

L'acqua viene studiata nelle grosse riserve mondiali e quindi passando in rassegna le risorse idriche del territorio monzese esaminando le principali caratteristiche dei terreni, le qualità delle acque, le fonti, le possibilità di inquinamento.

Gli studenti vengono portati a visitare gli impianti idrici e in seguito sono invitati a fare attività di laboratorio con la realizzazione di un modellino riproducente il sottosuolo, con la simulazione delle piogge, della penetrazione delle acque nei pozzi e così via

Riguardo allo studio dell'energia, dopo una conoscenza rapida dei concetti relativi all'argomento, sono proposti studi dei combustibili e dei fossili.

AQUARIA
Le acque di superficie del Monzese
in collaborazione con AGAM e Novaluna

Un'esposizione che ha unito gli intenti didattico-scientifici a quelli storico-artistici e i cui contenuti continuano ad essere oggetto di riflessione.


Certamente questo genere di lezioni era molto apprezzato da Agamennone, che vi prestava la massima attenzione e si riprometteva di approfondirne lo studio.

Per ora si accontentava di ascoltare ed eseguire i lavori proposti dagli insegnanti. Intanto continuava il suo lavoro con la squadra di amici per migliorare la situazione del suo territorio.

Accanto alla casa si era impossessato, con il permesso del padrone, di un piccolo terreno che coltivava con amore. Accanto ad una piccola aiuola di fiori, aveva seminato prodotti dell'orto. Voleva dimostrare che, senza diserbanti e fertilizzanti, si potevano ottenere frutti saporiti e sani.

Con tutte le notizie che circolavano sui giornali riguardanti il danno di una alimentazione malsana, voleva contribuire al miglioramento della vita sia degli uomini che degli animali. Si recava nelle fattorie del circondario: osservava tutto, giudicava, e si permetteva di dare consigli e suggerimenti.

Qualche volta i contadini avrebbero voluto farlo correre, ma poi dovevano convenire che il ragazzo era pieno di buon senso e competenza e stavano ad ascoltarlo.


Così Agamennone, detto Agam, trascorreva il suo tempo fra lo studio, la coltivazione del suo orticello, la visita alle fattorie, all'osservazione di ciò che accadeva nel parco, alla ripulitura delle aiuole con i compagni ed anche ad occuparsi degli uccellini liberi sugli alberi e per i quali aveva provveduto a installare delle casette con cibo in abbondanza, acqua pulita, che si preoccupava di provvedere ogni giorno.

Agamennone era veramente un ecologista degno di questo nome, un ragazzo da imitare, non solo dai piccoli, ma anche dagli adulti.

Testo di Donna Mariangela - Illustrazioni di Flavio Nani - Pagine Web di Flavio Nani
Agamennone © 2003 Flavio Nani, Donna Mariangela e www.see.it - Tutti i diritti riservati