Agamennone2 - L'uccellino sconosciuto




Da bravo innamorato della natura, non poteva mancare che Agamennone, animo semplice e gentile, non amasse anche la poesia. Le poesie da lui preferite erano quelle che parlavano di uccelli, di animali, di fiori, di boschi e così via.

C'era poi un poeta che prediligeva:
era Angelo Silvio Novaro.

Un giorno, osservando un pettirosso fermo su un ramo di agrifoglio ricordò i versi di "Un uccellino sconosciuto". Eccola:

Angiolo Silvio Novaro nacque a Diano Marina il 12 novembre del 1866, ma con la famiglia si trasferì presto ad Oneglia per prendere il suo posto nella ditta olearia di famiglia la "P. Sasso e Figli". Le sue prime opere sono romanzi e novelle di ispirazione verista, pubblicati su riviste del tempo; poi, dopo il matrimonio con Laura Butta nel 1894 e la nascita del figlio Jacopo, la sua produzione si arricchì di liriche, raccolte nel suo libro più famoso Il Cestello. Il dolore per la morte di Jacopo durante la I guerra mondiale determinò un'opera di intensa commozione Il fabbro armonioso. Morì ad Oneglia il 10 marzo 1938.

Sulla punta dei piedi
Arrivo a te leggiero,
Più leggiero che posso:
Ma tu, scaltro, mi vedi,
Con un frullo salti il fosso,
E voli al bosco nero,
E voli al bosco muto,
Uccellino sconosciuto.

Hai paura - ma di che?
Hai paura d'un fanciullo
Innocente come te!
Oh via, torna con un frullo,
Torna da queste parti,
Sconosciuto uccellino,
E siedimi vicino
Che voglio interrogarti...
Hai fratellini, - e quanti?
O ti bastano i tuoi canti?


Hai sorelline belle,
O ti bastano le stelle?
È più dolce in cima al pioppo
Fuor dei tiri dello schioppo,
O sui tegoli dei tetti
Umidetti?

È più bello
Dove sdrucciola il ruscello,
O su l'aia dove trovi
Da rubare i chicchi novi?
E la casa tua qual è, sconosciuto uccellino?
La chioma d'un'acacia
O la barba di un pino?

E la sera,
Dopo detta la preghiera,
pigli sonno tu da te.
o è la mamma che ti bacia,
o è la mamma che ti culla
Mentre tu piangi per nulla?...
Hai tristezze e gioie tu?
E più gioie o più tristezze?
O tristezze e gioie vanno
A braccetto anche lassù
Con le grandi nubi avvezze
A morire ove non sanno?
Parla, parla, dimmi il vero,
Spezza il cerchio del mistero...
Sulla punta dei piedi
Arrivo a te leggiero,
Più leggiero che posso:
Ma tu, scaltro, mi vedi,
Con un frullo salti il fosso,
E voli al bosco nero,
E voli al bosco muto,
Uccellino sconosciuto!



Nel parco sono molti gli uccellini. Ad Agamennone piace osservarli e sentirli cantare. Liberi e sicuri a volte si avvicinano a lui, che teneva sempre qualche briciola di pane in tasca per offrirla ai più coraggiosi.

Un giorno un passerotto gli si posò sulla spalla e sembrava proprio volesse restare con lui. Era un giovane uccellino che aveva appena iniziato a volare. Agamennone è felice, lo porta con sé, ma non lo chiude in gabbia.

Lo nutre con amore offrendogli tutti i semi che lui preferisce. Ciccino, così l'ha chiamato, si mette anche a tavola con lui. Il ragazzo lo lascia fare e quel golosone gli ruba addirittura le tagliatelle dal piatto.

Alla faccia di Del Piero!

Mangia di tutto Ciccino, ma ingrassa troppo. Un giorno, per un'indigestione, si ammala. Quanta cura allora ha per lui Agamennone. Si interessa da un veterinario e lo salva, ma si ripromette di non permettergli più esagerazioni. Ciccino viene messo a dieta!

Per abituarlo a volare lo porta sempre con sé nel parco e lo incita al volo. Un giorno Ciccino si allontana: ha trovato moglie e vuole costruirsi il nido.

La passerina depone tre ovetti da cui nascono tre passerottini: un amore, Agamennone li scorge, ma non li disturba nella loro crescita.

Intanto Ciccino non dimentica il suo amico e sempre vola da lui per un breve saluto.

Ormai ha la sua famiglia e si è ben inserito nel parco.

Anche noi lasciamoli alla loro vita felice
ma presto leggeremo un'altra bella poesia
con Agamennone, animo gentile.

Testo di Donna Mariangela - Pagine Web di Flavio Nani
Le illustrazioni di Agamennone sono di Flavio Nani
Le illustrazioni dei pettirossi sono di Micol Sangiovanni pubblicate anche su http://www.mastrorilli.net/
Agamennone © 2003 Flavio Nani, Donna Mariangela e www.see.it - Tutti i diritti riservati