La soglia
...della salute, della morale, della vita
a cura del cap. d. m. Emilio Giuliano Bacigalupo
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Opinioni raccolte e suggerite quale spunto di riflessione
Mind, Energy and Civilization

Ovvero le variabili del dolore, del valore, dell'umore.
Il primo elemento di questo ventaglio emozionale è corredato dal fattore familiarità, quella educativa a preservare fisico e mente da inconvenienti evitabili, dalle malattie ai traumi; salvo ovviamente gli scherzi del destino e un'ereditarietà predisponente non eliminabile.
Ad esempio la soglia del dolore cioè il grado di sensibilità agli stimoli nocivi conseguenti a colpi esterni al corpo e disturbi funzionali ad esso interni. La natura ha dotato ogni essere vivente di un allarme automatico di avvertimento per evitare, o almeno ridurre, qualsiasi rischio alla salute. Sino ad un certo livello il segnale permette di vivere intensamente e senza sofferenze; esiste però la sottovalutazione dei pericoli, sia esso un incidente o una patologia.
Per contro un segnale inferiore alla media generale sovrastima gli inconvenienti esistenziali e causa insofferenze effettive, ma non oggettivabili viste da fuori. Infatti si rischia l'incomprensione degli altri, la maggioranza, con il velato sospetto di ipocondria e un pericolo in più: quello di sottovalutare la situazione e ritardare il provvedimento terapeutico adeguato.
In proposito esiste una procedura clinica per testare la propria soglia, l'elettromiografo: consiste nell'applicare alle gambe due coppie distanziate di elettrodi; una riceve stimolazioni elettriche e l'altra ne registra la risposta muscolare riflessa, quando lo stimolo diviene doloroso, su un cilindro rotante (simile ai tracciati tellurici). Un mio documento testimoniale rileva il riflesso di 11,5 mA, mentre la soglia soggettiva è 7 mA [1]: valore condizionato dalla situazione emotiva durante varie scosse intermittenti in durata e intensità. L'amperaggio medio sopportato dalle persone non cefalalgiche è attorno a 20 mA.
Un esame alternativo consiste nell'esercitare una pressione surale evocante il dolore, sullo stesso soggetto, con 150 millimetri di colonna di mercurio: mentre il valore normale si colloca tra 250 e 350 millimetri [2].
Questa patologia è causata da una ipoproduzione corporea di endorfine e provoca un'invalidità persistente variabile.
Un sinonimo di detta soglia è dettagliata ne "il cancello del dolore" teoria di un celebre studioso di cui conservo la risposta [3] alla mia lettera. Una cortesia pregevole analoga a quella di altri famosi clinici, lettere con nomi (e data) sempre sull'argomento del dolore [4-5-6-7].
Il secondo elemento è fortemente condizionato dal primo, esperienza personale ma estensibile a moltissimi pur in diversa misura: i freni fisici e psicologici alla propria salute sono problematici nel persorso vitale, sia affettivo sia lavorativo, ancorchè poco evidenti per i soggetti esterni. Cioè, al netto delle caratteristiche di intelligenza e determinazione, una bassa soglia dolorifica determina, salvo eccezioni, una bassa soglia di successo nella società.
Parliamo di talenti, motori dello sviluppo produttivo e culturale: impegnativo riconoscerli nei giovani, facilmente perdibili aziendalmente e valutati al di sotto del dovuto. Una buona salute è un'ottima fortuna; foriera di carriera, giustamente, se alimentata da impegno e ingegno. Vi è però una soglia di merito retributivo, in numeri assoluti e/o percentuali in rapporto ai livelli dei collaboratori, con differenziali alquanto offensivi. Riprendo le considerazioni - vedere l'articolo "Il morso di Pluto" - per riconoscere veri talenti nell'arte, in particolare la musica classica, e nella scienza, specialmente in quella medica. La loro soglia tangibile più che il denaro è la fama e il rispetto. Per contro nelle restanti professionalità nessuno è così straordinario da valere grandi proventi; tanto più quando lasciano alti incarichi: di scarso successo o addirittura di aziende in passivo.
Inoltre nel campo economico assistiamo a numerosi valichi della soglia morale: corruzione e concussione, evasione ed elusione; ogni sorta di tentazioni che spesso mettono alla prova persone nel bisogno e, ancor peggio, "virtuosi dell'illegalità". Un'altra soglia di socialità può essere la disparità giudiziaria tra casi simili: il culmine è quello attuale della prescrizione, quando cioè è accertata la colpa ma cancellata la sanzione. Sorvoliamo su perplessità analoghe per citarne una apparente nella parabola evangelica dei talenti (Matteo 25, 14). Qui il talento è la moneta dell'epoca equivalente a seimila denari, circa seimila giornate lavorative. In breve: un signore partendo per un lungo viaggio consegna 5 talenti al servo migliore e soltanto 1 talento all'ultimo della servitù. Al ritorno chiede come hanno fatto fruttare le monete: il primo le ha raddoppiate e l'altro lo ha tenuto nascosto. Il signore elogia il servo intraprendente e punisce l‘altro. Dubbia soglia morale? Capitalismo rampante e conservatorismo timoroso? Il talento materiale coincide con quello volitivo?
Dopo questa estemporanea ed arbitraria soglia passiamo al terzo elemento, risultante concettuale dei due precedenti verso il tramonto della vita: quando si integrano le vicissitudini della salute, degli affetti, dell'attività.
La valutazione complessiva è personale e unica, il traguardo esistenziale è certo, ma è sconosciuto il tempo e il modo. Il bilancio è percepito ottimistico o pessimistico, dipende dal carattere, altresì dagli avvenimenti piacevoli e sofferti. Osserviamo le bellezze della natura e dell'umanità, anche le loro durezze. Cerchiamo razionalità nella fede e fede nella razionalità. Subiamo le contraddizioni procurandoci comunque sgomento dell‘oltrepassare la fatidica soglia. Ma se troppe negatività hanno afflitto salute e vita si vorrebbe ridurre e abbreviare il dolore, corporeo e mentale, salvaguardando la dignità della persona.
E l'ultimo ostacolo sia superato possibilmente con eleganza, come autorevolmente testimoniato nell'omelia citata nell'articolo "Pensanti e Speranti". Sia questa la soglia etica dell'essere umano.

Note:

[1] Laboratorio di PsicoFisiologia Nocicettiva di Pavia (26/04/1988), dr. Giorgio Sandrini
[2] Cattedra Universitaria di Firenze (07/10/1980), prof. Federigo Sicuteri
[3] Ronald Melzack, Mc Gill University, Canada (16/12/1980)
[4] John Bonica, World Congress on Pain, Scotland (12/12/1981)
[5] Kenneth Blum, Texas University, U.S.A. (05/06/1981)
[6] dr. Fredrickson, Bethesda Institute, U.S.A. (23/02/1981)
[7] Roger Guillemin, Salk Institute, U.S.A (15/01/1981)

N.B:
Con quest'ultimo personaggio, premio Nobel di Medicina 1977, ho avuto l‘occasione di dialogare sull'argomento in un Congresso del 7/12/1996: vedere, sempre su questo sito, l'articolo "NobelMilano".

P.S.:
Rendiamo omaggio all'umanità di Roberto Tinelli, nostro professore di Filosofia dell'UNITRE', per la dignità con cui ha affrontato l'ultima soglia.


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